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Vienna

Arnulf Rainer, Vienna (2010)

Affermatasi per i suoi works on paper, la galleria Marie-Laure Fleisch apre le porte a Vienna, una collettiva di artisti austriaci contemporanei, che si presenta come la prima tappa di una ricerca sulle maggiori capitali d'Europa.  Siamo alla prima metà degli anni '60, Vienna diviene fulcro centrale di molte rivoluzioni culturali, è qui infatti che nasce il Wiener Aktionismus (Azionismo Viennese), la cui formazione segue il corso degli happening in Europa, aprendo la strada alla body-art.Dissacratori della pittura da cavalletto, artisti come Günter Brus, Hemann Nitsch e Otto Mülh si distinsero per aver messo l'accento sulla teatralità dell'opera d'arte.


Günter Brus, Warum schläft die Farbe im Denken ein, (2004) courtesy Galleria Marie-Laure Fleisch

Artista riconosciuto a livello internazionale, Günter Brus (1938) ha fatto del corpo la fondamentale fonte del suo lavoro, medium assoluto per approdare ad una totale trasformazione dell'opera d'arte. In questa mostra vengono esposti quattro disegni su carta e tecnica mista, la matita sottolinea marcatamente i contorni dando vita a forme incisive e violente, alla maniera dei pazienti psichiatrici. Brüs mescola la parola all'immagine, inserendo frasi come 'L'arte bella è brutta' o 'Perchè il colore si addormenta nel pensiero',  che danno un carattere poetico all'intero ciclo.
L’aspetto psichico dell’uomo ha nelle opere degli artisti viennesi, un ruolo fondamentale e costituisce la chiave di lettura di questi disegni. Non c’è tratto, che non possa essere letto secondo un codice di simboli che rimandano alla vita interiore ed intima dell’essere umano.

Anche Franz Graf (1954) lavora al confine tra corpo e segno, dove i tratti di grafite nera rapidi e decisi, marcano brutalmente figure femminili in atteggiamenti erotici.


Franz Graf, Bond<Tage, (2008) Courtesy Galleria Marie-Laure Fleisch

Arnulf Rainer (1929), che per l'occasione ha ideato il disegno della cover del catalogo come affiche della mostra, è il più anziano degli artisti  esposti. Ha attraversato varie fasi nel suo percorso artistico, dagli inizi surrealisti passando alla distruzione dell'opera altrui, fino alle sovrapitture (Übermalung) nel '53. Rainer recupera immagini di volti riconosciuti della storia dell'arte classica (Mantegna, Simone Martini, Piero della Francesca e Fra Angelico) e con pastelli a olio e grafite su carta fotografica, traccia il suo segno repentino e stilizzato. Nel '70 l'artista afferma: «visioni fisse ma confuse mi pervadono, differenziandosi e concretizzandosi solo mentre disegno, e confluendo così in nuove immagini».
I disegni dai tratti tenui di Michael Ziegler (1960) portano l'attenzione sul 'processo erotico' e fantastico dell'artista, lasciando anche spazio all'acquarello. Mentre Maria Bussmann (1966) prendendo avvio da letture filosofiche, si serve del fondo nero e usa la matita bianca, dando un aspetto più delicato alla ricezione dell'opera. Linee e piani si intersecano dando vita a forme e immagini riconoscibili, a volte animali altre volte umane. Inoltre l'artista indaga la tecnica del disegno realizzando sculture sospese di piccole dimensioni e scegliendo motivi tratti dalla natura, dove gli oggetti diventano un «tentativo di 'costruire' il disegno in versione tridimensionale».


Maria Bussmann, Senza Titolo, (2008) courtesy Galleria Marie-Laure Fleisch

Dello scultore Bruno Gironcoli (1936) scomparso a febbraio 2010, vengono presentati dei disegni che rimandano a forme scultoree e scenografiche. L'artista si è sempre cimentato con ogni genere di materiali: dal legno al ferro alla plastica, per creare oggetti della vita quotidiana e raccontare con essi le passioni umane.
Una scultura in alluminio si trova al centro della saletta della galleria, è Es, Ich und Über-Ich (Essa, io e io) di Erwin Wurm (1954). L'artista è celebre per le sue One Minute Sculpture, in cui mobilita il pubblico a diventare statua per un minuto relazionandosi con oggetti quotidiani e assumendo posizioni incomode.


Erwin Wurm, Es, Ich und Über-Ich (2008) courtesy Galleria Marie-Laure Fliesch

Il suo lavoro parla dell'intera entità dell'essere umano e l'approccio umoristico  di cui si serve per rapportarsi con lo spettatore, gli permette di spingerlo a mettere in discussione la definizione stessa della scultura, come in questo caso dove appone un golf di stoffa cosicchè si possa percepire una ' forma umana ideale' concepita dall'artista.
La mostra curata da Peter Weiermair, lascia spazio anche a una installazione site specific di Werner Reiterer, in cui lo spettatore interagisce con un guardaroba e, essendo invitato a urlare contro di esso, provoca una forte risata all'interno che echeggia in un piccolo ambiente.

Simona Merra


Vienna
a cura di Peter Weiermair
dal 4 ottobre 2010 al 6 gennaio 2011
Galleria Marie-Laure Fleisch, Vicolo Sforza Cesarini 3A - Roma
www.galleriamlf.com

 

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