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Don Brown. New Sculptures and Drawings


Yoko XXIX
(2010), Courtesy Galleria Lorcan O'Neill

Il 10 dicembre è stata inaugurata la mostra di Don Brow presso la Lorcan O’Neill, e per la seconda volta la galleria romana ha presentato le opere dell’artista inglese (Norfolk, 1962).
Perfezione e linguaggio minimale sembrano essere i due poli attorno a cui ruota il lavoro di Brown: il risultato della congiunzione di questi due concetti sono cinque sculture e sei disegni. La protagonista assoluta è Yoko, la moglie, che viene ritratta secondo i canoni della bellezza classica ma in pose naturali che negano ogni maestosità tipica delle rappresentazioni antiche. Yoko è immortalata in bikini e occhiali da sole, in piedi, è immobile; tali pose antieroiche prendono forma nel bronzo e in una resina sintetica completamente bianca.


Yoko XXXII
(2010), Courtesy Galleria Lorcan O'Neill

Nei disegni monocromi realizzati con pastelli blu e rosa la sensualità è sacrificata in nome di una  perfetta esecuzione formale: i corpi nudi, o parti di questi, sono in primo piano e sono realizzati con esattezza nei minimi particolari.
L’intera mostra gioca, a mio avviso, sulla volontà di stupire, come se Brown volesse reinterpretare porzioni della sua vita quotidiana depurate da ogni aspetto tipico della rappresentazione contemporanea; ciò si riscontra anche nella scelta delle pose in cui viene ritratta la moglie. Il soggetto, una donna nuda o seminuda,  restituito all’ immaginazione collettiva senza alcun attributo sensuale: escamotage necessario per oltrepassare i nostri vizi visivi e comunicativi; quante volte abbiamo visto una donna nuda? Certo non ci si scandalizza ormai per un fondoschiena o per un seno scoperto. Don Brown ritorna indietro allora, fa appello al gusto neoclassico (e classico) e prova a ricondurre Yoko in una dimensione più umana, unendo alla perfezione figurativa la negazione assoluta della ritrattistica tradizionale.


Untitled
(2010), Courtesy Galleria Lorcan O'Neill

Nonostante l’intento della mostra non manchi di forza mi è sembrato che la sua riuscita non sia completamente avvenuta: forse, con la convivenza di fattori così estremi (l’esecuzione perfetta, le pose antieroiche del soggetto, l'uso di colori pop), l’artista ha puntato troppo ad un effetto di sorpresa e di stridore che di fatto non raggiunge l’osservatore e resta sterile nella sua stessa espressione.

Claudia Cavalieri


New Sculptures and Drawings - Don Brown
dal 10 dicembre 2010 al 28 febbraio 2011
Galleria Lorcan O'Neill, via Orti D'Alibert - Roma

www.lorcanoneill.com



 

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