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ArtRomGallery: 'Home Sweet Home Gallery'

 

Ecco sì, penso che a volte sia veramente stancante e ripetitivo. Le gallerie si somigliano un po’ tutte, la differenza la fanno le opere esposte. Ovvio.
Bello è però vedere che le cose possono girare in maniera diversa.
Se sempre più gli artisti ci stanno abituando alla non originalità delle idee è allora che gli spazi espositivi devono lavorare il doppio per offrire ai visitatori un’esperienza appagante. I musei possono contare sugli interventi di grandi architetti a ridisegnare i volumi le gallerie, invece, solo sulla loro intraprendenza:  pensare, ad esempio, di mettere a disposizione il proprio appartamento è un’operazione coraggiosissima.
La ArtRomGallery è proprio questo: un appartamento privato (home gallery) in un quartiere lontano dall’aura e dalla frenesia artistica, in Prati, e deve essere quindi guardato positivamente come fosse un intervento di riqualificazione urbana.
Il modo in cui opera è tenerissimo. Su via Faiti 6, stradina privata in cui si trova, si affacciano le finestre dalle quali si possono già scorgere le opere appese alle parete e illuminate a dovere. Potete buttarci un occhio senza la paura di essere presi per spioni. Se avete appuntamento potete tranquillamente entrare in casa, così come entrereste in casa di un vostro amico. Girate per le varie stanze, dalla cucina alla camera da letto, le cui destinazioni d’uso primarie sono state solo parzialmente modificate per fare posto alle opere e a una migliore accoglienza. Non sentirete i limiti dello spazio di una casa privata. Anzi di questa ne sfruttano pienamente i vantaggi: l’intimità, la tranquillità, la rilassatezza che in altri spazi formali e mondani non si possono trovare nemmeno a sforzarsi.
Se avrete la fortuna di capitarci in occasioni di incontri serali vedrete la potenzialità che un’idea del genere ha in sé! In cucina per una cena veloce e poi in salone per parlare di arte o intrattenersi con gli artisti. Si va oltre il consueto intrattenimento a consumo e si evita lo stucchevole presenzialismo (finché ovviamente la galleria manterrà quest’atmosfera domestica, e si spera lo farà per sempre).
Da qui è poi facile farsi trascinare e coinvolgere nel percorso di accostamento all’arte che la direttrice, Elizabeth Genovesi (venuta non a caso da lontano a insegnarci come si fa), e la Manager, Dafne Crocella, hanno voluto sottendere alla “galleria”. Slow Art, un avvicinamento lento e personale che permetta di sentire l’opera oltre che vederla; di viverla come appunto viviamo le nostre case! Se è vero che le creazioni nascono anche per condizionamenti esterni deve essere altrettanto vero che le ‘creazioni di pensiero’ attorno ad esse devono avere un ambiente favorevole attorno…quello domestico è tra i più concilianti. E’ un invito a una nuova fruizione dell’arte fatto senza imposizioni o sicurezza incrollabile a completa gestione e valutazione individuale. Prendete il tempo che volete, non c’è fretta, l’opera è anche ‘vostra’!
Tutto nasce dal web, con l’istituzione di un network, dall’ideazione alla gestione di eventi, dall’esposizioni in galleria alla promozione per terzi. Una competition per nuovi artisti e per dar loro la voce che meritano (ArtRomPress, ArtRomEvents).

In questi giorni la galleria ospita sei artisti, per l’occasione tutti romani. Roma non è nelle loro opere e il loro status comune non c’entra nulla con l’obiettivo curatoriale della collettiva.
Ci si trova davanti a lavori diversi, dalle tele dipinte (Mariagrazia Dardanelli e Paola Marinelli) alle fotografie (Zefram). Ce ne è per tutti.


Luca Giannini, scultura e fotografia (2010), Courtesy ArtRomGallery

Luca Giannini (in salone) che presenta scultura e grafiche ricerca il senso primo dell’universo, attraverso figure astrali e ritmi musicali, materie primordiali e alchemiche.
Notevoli sono le opere (in camera da letto) che realizza Viviana Mauriello. Lavori digitali in cui compone grosse figure naturali, alberi e fiori, dall’assemblaggio di centinaia di figure di mani tese verso l’alto. Un’esaltazione della vita e un messaggio di forza e speranza, di idea di sacrificio (le mani come simbolo di lavoro e fatica) che sta sotto le nostre esistenze e che ci spinge a evolverci.


Viviana Mauriello (2010), Coutesy ArtRomGallery

Sorprendono le “scatole” di Marco Tullio Dentale (in cucina), vera e propria rivelazione. Fedelissime ricostruzioni di ambienti e atmosfere, ovviamente in miniatura, in scatole all’origine usate per scarpe o altri oggetti. Sono mondi paralleli osservabili dove lo spettatore si sente partecipe alla vicenda (un uomo osserva una donna dalla finestra) e vorrebbe quasi intervenire come un deus ex machina.

 


Marco Tullio Dentale (2010), Courtesy ArtRomGallery

Dunque. La ‘ArtRomGallery’ offre un’esperienza unica e stimolante arricchita dalle molteplici attività che vengono svolge al suo interno o dal suo network. Un ottimo modo di usufruire dell’arte rimanendo comodamente a casa, anche se non la vostra!

Fabrizio Manzari


Tutte le strade
dall' 8 dicembre 2010 al 12 febbraio 2011
ArtRomGallery, Via Faiti 6 - Roma

www.artromgallery.com

 

 

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