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Anne Hardy. Rehearsal, Interval, Tonight


Tonight
(2010), Courtesy Federica Schiavo Gallery

Anne Hardy (1970), artista inglese di nascita e formazione, laureata in fotografia al Royal College of Art di Londra e in residenza al Camden Arts Centre, presenta alla sua prima personale in Italia delle fotografie che parlano di ossessione e proprio con ossessione vengono realizzate. Le sue immagini ritraggono stanze abitate da oggetti piuttosto che da esseri umani, dove prevale una sensazione di assenza e isolamento. Senza lasciare niente al caso, costruisce meticolosamente gli scenari che fotografa all’interno del suo studio e vi connette delle storie sempre aperte alle diverse interpretazioni di chi guarda.


Wall (2011), Courtesy Federica Schiavo Gallery

L’opera esiste solo come fotografia, infatti ogni oggetto utilizzato viene distrutto: Hardy trasforma le sue installazioni in superfici bidimensionali. Il suo metodo diviene performativo: i set teatrali creati nei minimi dettagli per essere fotografati rimangono intrappolati su una superficie bidimensionale (la fotografia), unica documentazione della loro esistenza. La sua pratica artistica si focalizza sull’obiettivo di indagare e verificare la realtà attraverso un’immagine riprodotta meccanicamente e artificialmente, operando quindi nella direzione opposta alla natura stessa della fotografia.


Rehearsal
(2010), Courtesy Federica Schiavo Gallery

Hardy crea spazi e tempi nei suoi lavori, dimensioni misteriose ed ambigue che sembrano esser state vissute o in attesa di esserlo, sospese tra passato e futuro. In Interval e Rehearsal l’uso dello specchio può inizialmente apparire una soluzione banale e rivista però introduce una considerazione interessante: lo specchio infatti riflette un dipinto murale (ispirato ad un mosaico del 1923 visto dall’artista stessa in Germania) che palesemente ha una collocazione fisica (si veda il pavimento e l’angolo della stanza), spaziale quindi, che però non esiste. È l’illusione di una realtà intrappolata nell’immagine. Argomento molto attuale che ben si relaziona al nostro universo mass mediatico popolato da immagini false ed ingannevoli. Lei stessa afferma «sono interessata a forzare i limiti e le proprietà dell’immagine fotografica: le relazioni tra le proprietà formali dell’immagine e le loro qualità illusorie».


Interval
(2011), Courtesy Federica Schiavo Gallery

In mostra quattro grandi lavori: Wall, Tonight, Interval e Rehearsal, tutti creati tra il 2010 e il 2011. Se da una parte sembra una consuetudine presentare le ultime opere dell’artista, dall’altra, trattandosi di una personale, penso sarebbe stato di gran lunga più interessante inserire anche qualche immagine più datata, importante per dare una panoramica più completa dell’artista proposta. Questa è una prassi che spesso e volentieri si ritrova nelle mostre allestite nelle gallerie, tuttavia essendo la galleria in questione (la Federica Schiavo) abbastanza grande, è stato un peccato limitare questa personale ad una esposizione limitata solamente agli ultimi lavori.

Claudia Cavalieri


ANNE HARDY - REHEARSAL, INTERVAL, TONIGHT
a cura di Federica Schiavo
dal 21 maggio al 16 luglio 2011

Federica Schiavo Gallery, Piazza Montevecchio 16 - Roma

www.federicaschiavo.com

 

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