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Ben Vautier: la libertà esiste?


La libertà non esiste, 2011, Courtesy Galleria Mara Coccia

La genialità di un artista come Ben Vautier si nota non appena si intuisce che il suo fare arte altro non è che sfruttare la 'potenza concettuale' delle parole. Personaggio eccentrico, ma forse 'normale' per l’ambiente Fluxus, di cui condivide teoria e pratica del fare arte fin dagli esordi, si può intuire il suo essere fuori dal comune già osservando le immagini della sua abitazione sulle colline sopra Nizza: un’esperienza artistica totale.

Nato a Napoli nel 1935, la sua famiglia si trasferisce a Nizza dopo aver vissuto in vari paesi: è qui che, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, il giovane Ben inizia a dedicarsi all’arte, affascinato da subito da Yves Klein, Marcel Duchamp e dall’esperienza Dada.

Ben presto scopre la sua strada nel complesso mondo dell’arte: intuisce che la parola è il fulcro della propria ricerca artistica, che la rappresentazione di un’idea si fa parola, più che immagine e che il coronamento del tutto è la firma dell’artista. Così, col passare degli anni, abitua o sguardo dello spettatore a tele di svariate dimensioni in cui brevi frasi accendono la lampadina della nostra intuizione, facendo sorridere e riflettere, provocando. In questa semplice operazione, esaltata ancor più da una grafia dal tratto infantile, Vautier ci mette di fronte a una scelta, la sua scelta, di cosa è arte. La contraddizione su cui ruota l’opera dell’artista sta nel voler rendere dei concetti astratti nel modo più concreto possibile, la scrittura, con i mezzi più materiali di cui l’arte dispone da secoli: tela e colori.

L’ampio spazio della Galleria Mara Coccia, trasferitasi da poco nella nuova sede (ex-Galleria dell’Oca), offre alle parole di Vautier il giusto risalto: la mostra è praticamente visibile anche da chi transita per caso da Via del Vantaggio: l’arte è di tutti, così chiunque, passando, può leggere le categoriche sentenze dell’artista francese, che ruotano intorno alla frase più dura, che da il titolo alla mostra: la libertà non esiste. All’incirca trenta opere, tra tele e altri oggetti, realizzate sul filo della più pura tradizione concettuale, in cui il gesto dell’artista e la sua firma bastano a rendere unica un’esperienza banale e quotidiana come la scrittura.

Spazi espositivi e mostre come questa fanno sentir bene chi, come me, cerca nell’arte uno stimolo continuo alla creatività, perché sono le operazioni più semplici e immediate, quelle che risultano vincenti anche agli occhi di chi dice 'potrebbe farlo chiunque'.

Antonio Pizzolante


Ben Vautier - La libertà non esiste
a
cura di Andrea Alibrandi
dal 28 aprile al 16 luglio 2011
Mara Coccia arte contemporanea, Via del Vantaggio 46/a - Roma

www.maracoccia.com

 

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