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Acquedotti Romani


Gabriele Basilico

“Roma città aperta”, questo il sottotitolo che avrebbe potuto avere la mostra Acquedotti Romani che si può visitare presso lo spazio espositivo Cinecittàdue Arte Contemporanea. Obiettivo della mostra quello di raccontare e riscoprire attraverso una delle più stupefacenti architetture dell’età antica la città caput mundi: Roma.

Un tema suggestivo che in mostra sarà affrontato con le opere di importanti architetti tra i quali spiccano i nomi di Santiago Calatrava, Pietro Derossi, Paolo Portoghesi e Franco Purini; artisti come Andrea Aquilanti, Gianni Dessì, e Mimmo Paladino che offrono la loro regola al soggetto in mostra e scrittori e poeti che attraverso le loro parole più sincere raccontano i paesaggi romani rifiniti dai più affascinanti acquedotti. Protagonista della mostra anche la musica composta appositamente per l’occasione da Giorgio Battistelli.

Una mostra in un centro commerciale mi incuriosiva ed è risultata molto interessante da inquadrare e da descrivere. Il centro della cultura dello shopping, della rateizzazione, della globalizzazione che nel suo piano più alto ci offre la possibilità di entrare a contatto con l’arte contemporanea mi sembrava una follia, qualcosa senza senso. Mi ha stupito la piacevolezza della visita; strano ma vero. Forse perché la mostra, in cui si confrontano le varie esperienze sensoriali di artisti così diversi, non si pone come un trattato tecnico – scientifico sugli acquedotti ma analizza la storia di Roma– e la continuità di essa – attraverso quei ruderi ancora visibili nel panorama della campagna romana.

La contiguità tra la città antica e quella moderna è ben evidenziata nelle opere presenti in mostra: le foto in b/n di Alessandro Natale ci ricordano che in realtà la prima e vera Roma è lì, tra gli acquedotti. Ci appare tutto come in un tempo da noi mai vissuto; infondo il b/n copre semplicemente le rughe del paesaggio attuale, lo nasconde, anzi nasconde la noncuranza dei passanti difronte allo spettacolo gratuito che offrono le rovine di Roma antica.

La mostra vuole unire il passato ed il futuro attraverso il presente, ponendosi così nei confronti della storia come ha fatto il neorealismo italiano: nulla è cambiato, tutto può cambiare; il ciclo dell’acqua come il ciclo della vita.

Un’altra opera che mi ha particolarmente colpita, e grazie alla quale consiglio di percorrere le strade del quartiere tuscolano fino ad arrivare al centro commerciale più antico di Roma, è la videoistallazione di Andrea Aquilanti (Acquedotto, 2011). Un video che riprende un acquedotto romano e sullo sfondo la vita che passa attraverso il tempo, il nemico di tutti gli uomini ma che solo la linearità e la semplicità della struttura architettonica dell’acquedotto riesce a combattere e vincere.

Un ulteriore motivo per visitare la mostra sono gli spunti di riflessione che essa offre: gli acquedotti sono strutture create per trasportare l’acqua nel centro città, segno questo della grande civiltà di Roma antica. Possiamo dunque immaginare un grande acquedotto continuo che attraversa tutto il mondo e che porta l’acqua anche in quei luoghi in cui oggi non c’è…

Una mostra da gustarsi tra lo shopping e un caffè!


Pietro De Rossi


Alessandro Mendini

 

Giulia Smeraldo


ACQUEDOTTI ROMANI
a cura di Franco Purini con Bruna Marchini e Alberto Becchetti
dal 7 luglio al 6 novembre 2011

Cinecittàdue Arte Contemporanea,
Viale Palmiro Togliatti 2 - Roma
www.cinecittadue.com/cinecittadue-arte-contemporanea

 

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