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BIENNALE | Padiglione Calabria


Giulio De Mitri, Senza titolo (2011)

 

In occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, la Biennale di Venezia guidata da Vittorio Sgarbi si rifà il look. Oltre ai noti padiglioni nazionali, in questa 54a edizione vengono istituiti anche i padiglioni regionali, dislocati sul territorio nazionale, uno per regione.Il padiglione Calabria viene allestito presso Villa Genoese Zerbi, un palazzo in stile neo-veneziano, ricostruito nel 1915 in seguito al disastroso terremoto del 1908, che da anni funge da centro espositivo per il capoluogo reggino.L’evento è stato inaugurato lo scorso 31 luglio da un’entusiasta Vittorio Sgarbi. Definito dal critico il luogo più adatto per ospitare l’evento, proprio per le sue fattezze veneziane, il centro espositivo raccoglie (o dovrebbe) la situazione dell’arte nella regione peninsulare più meridionale del nostro Paese. La domanda sorge spontanea: oltre al parallelismo sullo stile veneziano, la sede  è stata anche scelta perché decadente e fatiscente? Proprio come lo stato in cui vive l’arte italiana? Purtroppo il sito è ormai da anni in condizioni pessime e l’allestimento della mostra, curata da Fernando Miglietta, non nasconde minimamente lo stato di degrado: fili scoperti, finestre divelte lasciate a vista, pannelli montati fino a metà parete e la benché minima vigilanza nelle sale. Insomma una situazione espositiva al limite degli standard museali.
L’esposizione, che consta di sessanta artisti, si concentra al secondo piano dell’edificio. In cima ad una monumentale scalinata, lungo un salone centrale ovale, si aprono due porte che danno su angusti e stretti corridoi, dove sono state collocate le opere.


Fiorenzo Zaffina, Senza titolo (2011)

Tanti i lavori polimaterici, i film video e le installazioni, ma non mancano, con mia grande sorpresa, anche tante opere figurative. Sono presenti numerosi artisti giovani e molti già affermati nel contesto calabrese, come Nic Spatari al quale è stato assegnato forse il posto con la migliore visibilità; peccato che la sua opera sia davanti ad un enorme finestrone, senza coperture per schermare i raggi del sole e perennemente aperto. Molte sono le opere che meriterebbero un pensiero, una riga, ma il luogo e il modo in cui vengono presentate non rende loro onore.
Ancora una volta Reggio Calabria, la perla dello stretto, ha avuto una possibilità unica e straordinaria per presentarsi al Paese come un luogo vivo e organizzato. Come sempre l’occasione è stata gettata alle ortiche.

Francesco Rao


Lo stato dell’arte - Calabria
dal 1 agosto 2011 al 27 novembre 2011
Villa Genoese Zerbi, Via Zaleuco 16 – Reggio Calabria

 

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