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Rosso per Rubedo

Nell'atmosfera di Halloween la Dorothy Circus Gallery famosa nella Capitale per il suo stile neo pop dalle tinte gotiche (pop-surrealism), inaugura la prima mostra della stagione all'insegna del rosso.  Di rosso era la gente vestita al vernissage, rossi erano i petali di rosa sparsi sul pavimento e sul rosso erano basate le opere dei due artisti che si sono confrontati sotto il segno della Rubedo, ultimo stadio dell'opus alchemico in cui il colore del sangue permetteva la purificazione in seguito alla fusione di spirito e materia. L'opus alchemicum infatti, per ottenere la pietra filosofale avveniva mediante procedimenti e operazioni, dove la "materia prima" veniva trasformata gradualmente, attraverso vari stadi contraddistinti dal colore assunto dalla materia. Nigredo o opera al nero, in cui la materia si dissolve, putrefacendosi; Albedo o opera al bianco, durante la quale la sostanza si purifica, sublimandosi; Rubedo o opera al rosso, che rappresenta lo stadio finale.  Undici le opere ad olio su tavola della giovane Silvia Idilli (Cagliari, 1982) che vive e lavora a Milano, lanciata proprio dalla Dorothy nel 2008, sei invece le opere di David Stoupakis (Brighton, 1974) di origine italo-greca, famoso illustratore di copertine di riviste come Rolling Stones e Artnews Magazine e di cover di album musicali per Korn, Sigur Ṛs, Flaming Lips, Sonic Youth e moltissimi altri. In quest'ultimo, arte e musica si fondono nel quadro The ties that bind, unica opera non inedita della mostra che porta il titolo di una famosa canzone di Bruce Springsteen (dall'album The River). Qui troneggia una donna a metà tra l'umano e l'animale, dal cui collo scendono “nastri” di sangue che toccano un pavimento a scacchiera. I corvi neri della mitologia alchemica della Nigredo completano l'opera, all'interno di una prospettiva architettonica deformata.  Seguono poi lavori inediti dell'artista fra cui  Feed  , un quadro di piccole dimensioni con uno specchio come sfondo, recante la firma dell'artista; la cornice, di rosso smaltato inquadra il ritratto ieratico  di una bambina vampiro dalla cui bocca esce del sangue acceso. Il forte stile del newyorkese dialoga con il mondo carnevalesco e fatato di Silvia Idilli, non meno inquietante. I suoi personaggi, per lo più bambini, sono sospesi in uno spazio indefinito caratterizzato da sfondi scuri e piatti. Bianchi sono i volti, tutti statici tranne in  La condivisione  , dove due  bambine in primo piano sorridono malignamente scrutando l'osservatore, e di rosso sono le labbra ( Maliconia  ), i cappelli ( In memoria  ) e i vestiti ( Sulla cima  ), per sottolineare il tema stesso della mostra. I volti di questi bambini sono maschere “teatrali” che nascondono traumi di un'infanzia violata, un mondo che diventa lo specchio di un’umanità degenerata, al limite della perversione.  Fatevi travolgere dall'atmosfera alchemica di questi due artisti.

Simona Merra


Rubedo - Silvia Idilli / David Stoupakis

dal 31 ottobre 2009 al 16 gennaio 2010

Dorothy Circus Gallery, Via Nuoro 17 - Roma

www.dorothycircusgallery.com

 

 

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