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Un po’ di sana incisione

La calcografia è un’arte antichissima. Considerata da sempre in secondo piano rispetto alle arti “maggiori”, è pur vero che tanti, tra i grandi maestri del passato, ne hanno fatto largo uso. Oggi è una tecnica ancora ampiamente utilizzata, anche se, a mio parere, è sempre più raro trovare esposizioni interamente dedicate a questa procedura, ormai oppressa, o forse soppressa, da una realtà contemporanea, fatta di arte che segue la tecnologia, e non ha più tempo da dedicare a chi mette le mani negli acidi per far rivivere nuovamente la magia dell’acquaforte e della puntasecca. Per questo motivo mi ha subito incuriosito l’iniziativa dell’Istituto Nazionale per la Grafica di esporre i lavori dell’incisore Paolo Canevari. “Decalogo”, titolo della mostra, non è peṛ una semplice esposizione di stampe di acqueforti. Ovvero, ci sono dieci esemplari stampati delle opere, risultato del meticoloso lavoro del maestro calcografo Antonio Sannino; ma la parte principale, nonché originale della mostra, è rappresentata dall’esposizione delle matrici di tali lavori, che Canevari ha sapientemente piegato lungo i bordi e ricoperto con un sottile strato di metallo. Un modo per stabilire una continuità con il passato, utilizzando la tecnica ottocentesca dell’ ”acciaiatura”, con cui si combatteva l’ossidazione del rame, per presentare la matrice in un’insolita veste riflettente. Il risultato ottenuto, infatti, è una superficie a specchio, in cui sono ben visibili i soggetti iconografici tipici dell’artista e i temi trattati e su cui si rispecchia, nitida, la figura del visitatore, che viene immerso nella potenza delle immagini, spesso un po’ inquietanti. Oggetti, a dire il vero non proprio comuni, avvolti dalle fiamme, come un teschio (Burning Skill), un albero (Burning tree) o addirittura il Mein Kampf hitleriano (Burning Mein Kampf). Anche il sacro viene coinvolto nell’incendio disegnato da Canevari: un vestito crocifisso su una croce di legno ha il titolo fin troppo chiaro di “Beata Vergine”.  Soggetti forti, spregiudicati, che acquistano un’ulteriore peculiarità per il fatto di essere risaltati da una superficie lucida. Oggetti che vengono investiti di una nuova funzione, esaurita quella di matrici per la stampa per cui sono stati creati.  Due stanze interessanti allestite nel Palazzo della Fontana di Trevi; la mostra assume anche una funzione educativa, in quanto ci fa vedere il lavoro che ha preceduto l’esposizione: l’artista e il calcografo in azione nelle sale interne dell’Istituto storico di Via della Stamperia. Finalmente l’ingresso gratuito, ho pensato entrando nel bookshop; peccato che il mio entusiasmo sia svanito leggendo il solito prezzo del catalogo. Ma a questo siamo abituati.

Antonio Pizzolante


Decalogo - Paolo Canevari

dal 3 al 31 ottobre 2008

Istituto Nazionale per la Grafica, Palazzo della Fontana di Trevi, Via Poli 54 - Roma

www.grafica.arti.beniculturali.it

 

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