Sei qui: Home Magazine ARCHIVIO SC MAGAZINE
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Cerca

www.sguardocontemporaneo.it

Biacs3 - trabajos en curso ...

Aprirà i battenti il prossimo 2 ottobre la terza edizione della Biacs (Bienal Internacional de Arte Contemporáneo de Sevilla), dopo la presentazione ufficiale lo scorso febbraio, durante la fiera d’arte madrilena ARCO. Una biennale “giovane”, che ha vantato nelle edizioni precedenti due direttori d’eccezione (il rimpianto Szeemann per la prima, e Okwui Enwezor per la seconda) e che - a differenza di molte altre “biennali-meteora” - sembra resistere presentando anche questa volta un progetto ambizioso, capitanato da Peter Weibel, direttore generale del Centro per l’Arte e la Tecnología di Karlsruhe, in passato artista concettuale e performativo, (ex) membro dell’Azionismo Viennese (e chissà se non è solo una coincidenza che proprio ora a Siviglia è in corso una grande – la prima in Spagna – retrospettiva sopra “El Accionismo Vienés”). Nel comunicato stampa si legge quasi intimoriti di artisti invitati a riflettere sopra aspetti della fisica quantistica, della nanotecnologia, della ingegneria idraulica e di altro ancora; come spiega Weibel questa edizione sarà incentrata sul rapporto che l’arte ha con la tecnologia, e che entrambe intrattengono con la scienza e le sue origini (e non poteva essere che coś, avendo come direttore un uomo che da sempre sostiene la stretta convergenza tra arte e scienza). Titolo e leitmotiv di questa biennale, “YOUniverse”: mutuando ampi concetti dalla fisica quantistica Weibel parla di universo partecipativo: tutto il mondo si incontra nel centro dell’universo, ogni uomo è parte dell’universo e di conseguenza l’universo appartiene ad ogni uomo. Insomma, cambiano le teorie ed i modelli, ma quello che in finale si vuole sottolineare non sa poi molto di nuovo: l’interattività dello spettatore con l’arte, e la democraticizzazione di questa per una sua completa e chiara fruizione per tutti, è un dilemma che credo affligga con metodo e costanza  artisti e curatori dagli anni ’60... . Certo la Biacs3 promette molto (troppo?): dall’arte “per” il visitatore all’arte “del” visitatore, che non pụ né deve funzionare senza la presenza di quest’ultimo; e non solo democraticizzazione dell’arte ma anche della tecnologia del XXI secolo, una tecnologia “umanizzata”, capace non più di appiattire e omologare le società ma di promuovere la creatività individuale. Qualche esempio? Basti pensare a Second Life, o al fenomeno dei bloggers, o a siti come YouTube, Flickr, MySpace... . Queste (forse troppo utopichistiche) idee verranno sviluppate in quattro sezioni: la prima e la seconda sezione (curate dal co-commissario coreano Wonil Rhee) proporranno sia una retrospettiva sulle grandi opere della media art (da Nam June Paik a Bill Viola) che uno sguardo alle sue ultime tendenze e sviluppi.  Nella terza sezione (curata dalla co-commissaria francese Marie-Ange Brayer) si proporranno le radicali trasformazioni del fare architettura dopo l’avvento dell’informatica e lo sviluppo di software innovativi; l’ultima sezione invece sarà un omaggio alla città ma soprattutto alla regione che ospita questa biennale: si lavorerà per analizzare le origini della scienza nel periodo Al-Andalus, quello della dominazione araba nella penisola iberica.  Novità di questa edizione non sarà solo quella di disseminare in punti strategici di Sevilla decine di installazioni site-specific (il primo nome sicuro, tra i vari artisti che in questo periodo pare stiano visitando la città in cerca di “ispirazione”, è quello del tedesco Mischa Kuball), ma di estendere gli spazi espositivi anche a Cordoba e Granada.  Un triangolo che disegna simbolicamente il cuore dell’Andalusia, una regione autonoma e potente (e piena di finanziamenti pubblici...), che negli ultimi anni sempre di più sta cercando di incentivare una produzione culturale già più che fiorente: basti pensare che nella stessa Siviglia, in concomitanza con l’inaugurazione della BIACS, sarà aperta anche la XV Bienal de Flamenco… . Il 2008 deve ancora riserbarci biennali come quella di Dak’art, Singapore, Săo Paulo, Sydney (oltre alla tanto attesa triennale di Berlino); riuscirà la Biacs3 a distinguersi in questo maremagnum di appuntamenti internazionali? Non resta che attendere ottobre...

Valentina Fiore


Biacs3 (Bienal Internacional de Arte Contemporáneo de Sevilla). YOUniverse

a cura di Peter Weibel

dal 2 ottobre 2008 all'11 gennaio 2009

Sevilla, Spagna

www.fundacionbiacs.com

 

Pubblica questo Articolo

Facebook Twitter Google Bookmarks RSS Feed